Cambiamenti climatici: cambia il gap assicurativo

Cambiamenti climatici: cambia il gap assicurativo

Il climate change sta erodendo la protezione assicurativa in Italia, con un "protection gap" che lascia l'80% dei danni da eventi estremi a carico di privati e Stato. Il report WWF e i dati Munich Re confermano come crisi climatica e perdita di natura amplifichino rischi e costi.

Dati Allarmanti dal 2025

Nel 2025, i danni globali da catastrofi naturali hanno raggiunto 224 miliardi di dollari, con solo il 48% assicurato, secondo Munich Re. In Italia, tra 1980 e 2023, i costi superano i 135 miliardi di euro, seconda in Europa, ma solo il 20% coperto da polizze. Il WWF evidenzia che ecosistemi degradati aumentano il rischio alluvioni fino al 700% in aree deforestate.

In Europa, solo il 25% delle perdite da catastrofi è assicurato, destabilizzando economie. Dal 2025, l'obbligo di polizze catastrofali per imprese esiste, ma adesione bassa per mancanza di prevenzione. Meno dell'1% delle aziende ha coperture ambientali, con premi in aumento del 10-15% per settori vulnerabili.

Evoluzione delle Polizze

Le compagnie evolvono verso modelli resilienti: servizi integrati come HSE, pronto intervento e dati per massimali fino a 67 milioni. WWF propone mitigazione climatica, ripristino natura e incentivi pubblici. Assicurazioni parametriche, in crescita a 21 miliardi di dollari, pagano su trigger oggettivi.

Sfide e Prospettive

Fattori come urbanizzazione e infrastrutture obsolete aggravano il gap. Senza resilienza, lo Stato rischia di diventare "assicuratore ultimo", gonfiando debito pubblico. Dal 2026, obbligo esteso alle piccole imprese potrebbe invertire la tendenza.

Fonti

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