Dopo Incendio

Dopo il sinistro
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Spesso i danni maggiori rilevati dopo un incendio non sono riconducibili alle fiamme bensì ai fumi e alla fuliggine che invadono gli ambienti depositandosi su ogni superficie che incontrano: muri, pavimenti, arredi, corpi illuminanti, prese elettriche, impianti di servizio,  canalizzazioni degli impianti di ventilazione.

Durante la combustione, a seconda dei materiali coinvolti, possono svilupparsi diversi agenti contaminanti che possiamo distinguere tra Organici , come IPA Idrocarburi Policlinici Aromatici, POP Persistent Organic Pollutants e diossine, o Inorganici come acido cloridrico, ossido di zolfo,  ossido di azoto ed altri ancora.

La tossicità o l’effetto “collaterale”  di questi elementi varia a seconda delle condizioni ambientali o della loro concentrazione.

L’acido cloridrico, ad esempio, in caso di umidità atmosferica elevata dovuta all’acqua di spegnimento, innesca un processo corrosivo sulle superfici metalliche, le parti elettriche ed elettroniche. Per questo motivo è sempre auspicabile agire con tempestività per mettere in atto tutte le misure di salvataggio e messa in protezione dei beni volte a scongiurare ogni rischio di ulteriore degrado.

Temporeggiare renderebbe gli interventi di risanamento e ripristino non solo meno efficaci, ma anche più onerosi. Nella peggiore delle ipotesi comporterebbe il danno totale del bene con la sostituzione come unica alternativa.

Le opere di salvataggio e messa in protezione dei beni costituiscono il primo step per consentire un efficace intervento recupero dei beni. Ogni attività è mirata ad arginare i danni diretti per evitare l’ulteriore degrado dei beni favorendo quindi un più rapido recupero.

La bonifica civile consiste nell’eliminazione della contaminazione da tutte le superfici del fabbricato e degli impianti di servizio.

Tecniche e procedure vengono dettate dalla tipologia di superficie e dal livello di contaminazione.

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