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Aprile 2026 si è chiuso come il terzo aprile più caldo mai registrato a livello globale, confermando una tendenza climatica ormai stabile e preoccupante.
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media dell’aria in superficie è stata di 14,89 °C, cioè 0,52 °C sopra la media del periodo 1991-2020 e 1,43 °C sopra il livello preindustriale.
Il dato è rilevante non solo per il valore in sé, ma anche perché si inserisce in una sequenza di mesi e anni eccezionalmente caldi. In altre parole, non si tratta di un’anomalia isolata, ma di un segnale coerente con il riscaldamento globale in corso.
Il bollettino Copernicus indica che aprile 2026 è risultato a pari merito con aprile 2016 e aprile 2020 nella classifica dei mesi di aprile più caldi di sempre. Davanti restano solo aprile 2024 e aprile 2025, che hanno fatto registrare valori ancora più elevati.
Anche l’Europa ha vissuto un mese più caldo della norma. La temperatura media del continente è stata di 8,88 °C, circa 0,50 °C sopra la media di riferimento 1991-2020.
Un altro elemento centrale riguarda gli oceani: le temperature superficiali del mare, nelle aree extra-polari, hanno raggiunto livelli molto elevati, segnando la seconda temperatura più alta mai osservata per il mese di aprile. Questo conferma che il calore in eccesso non resta confinato all’atmosfera, ma si accumula anche nei mari.
La rilevanza del dato non dipende solo dal record mensile, ma dal contesto in cui si inserisce. Quando mesi consecutivi o quasi consecutivi si collocano ai vertici delle serie storiche, significa che la baseline climatica si sta spostando verso valori sempre più alti.
Gli oceani meritano un’attenzione particolare perché assorbono gran parte del surplus di calore del sistema climatico. Temperature marine persistentemente elevate possono mettere sotto stress ecosistemi, fauna marina, attività di pesca e, in alcuni casi, favorire condizioni meteo più estreme.
Copernicus segnala inoltre che il sistema climatico resta in una fase delicata, con il possibile passaggio verso condizioni di El Niño nei mesi successivi. Questo può contribuire ad aumenti temporanei delle temperature globali, pur senza rappresentare la causa principale del riscaldamento di fondo.
Per questo il dato di aprile 2026 va letto come un ulteriore tassello di un quadro più ampio. La dinamica osservata conferma la necessità di ridurre le emissioni e di rafforzare le misure di adattamento, soprattutto in settori come acqua, agricoltura, salute e infrastrutture urbane.
Copernicus Climate Bulletins — https://climate.copernicus.eu/climate-bulletin
Copernicus EU, April 2026 was one of the warmest months of April globally — https://eu-space.europa.eu/components/earth-observation-copernicus/image-of-day/april-2026-was-one-warmest-months-april-globally
Il Bolive, Università di Padova — https://ilbolive.unipd.it/it/news/societa/oceani-sono-sempre-piu-caldi-anche-aprile-2026-ha
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