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La siccità non è solo un problema di mancanza d’acqua: è un fattore che amplifica diversi rischi ambientali. Quando il terreno e la vegetazione perdono umidità, aumenta la probabilità di incendi boschivi; inoltre, dopo gli incendi, il suolo può diventare meno permeabile e assorbire peggio l’acqua, favorendo ruscellamento, erosione, alluvioni lampo e frane.
La siccità rende la vegetazione più secca e quindi più facile da incendiare. Erba, arbusti, lettiera e sottobosco diventano combustibili pronti a bruciare, soprattutto quando si sommano temperature elevate, vento e bassa umidità dell’aria.
In queste condizioni, anche un piccolo innesco può generare un incendio rapido e difficile da controllare. Per questo i periodi di siccità prolungata sono tra i momenti più critici della stagione degli incendi.
Dopo un incendio, il suolo perde parte della copertura vegetale che lo proteggeva. Questo significa meno radici a trattenere il terreno, meno materia organica e una maggiore esposizione alla pioggia battente.
In alcuni casi il calore del fuoco può rendere il suolo idrofobico, cioè repellente all’acqua. In pratica, invece di assorbire la pioggia, il terreno la respinge parzialmente, riducendo l’infiltrazione e aumentando lo scorrimento dell’acqua in superficie.
Quando il suolo assorbe meno acqua, le piogge intense scorrono più velocemente lungo i versanti e nei canali di drenaggio. Questo fenomeno aumenta il deflusso superficiale e può causare:
piene improvvise nei corsi d’acqua;
allagamenti locali;
erosione del terreno;
trasporto di cenere, fango e detriti;
ostruzione di fossi, tombini e piccoli canali.
In altre parole, la siccità può favorire gli incendi e gli incendi possono trasformare il terreno in un sistema meno capace di gestire le piogge successive.
Per limitare gli effetti della siccità e degli incendi servono interventi sia di prevenzione sia di adattamento. Le azioni più efficaci includono:
gestione del sottobosco e della biomassa secca;
fasce tagliafuoco e manutenzione delle aree forestali;
ripristino della copertura vegetale dopo gli incendi;
uso di pavimentazioni drenanti e superfici permeabili nelle città;
soluzioni basate sulla natura, come aree di laminazione, fasce ripariali e zone umide;
monitoraggio continuo del rischio incendi e del deflusso idrico.
Queste misure aiutano a ridurre sia la probabilità di incendi sia la gravità delle conseguenze dopo eventi estremi.
La siccità non aumenta solo il rischio di incendi: innesca una catena di effetti che può rendere il territorio più fragile anche di fronte alle piogge intense. Dopo un incendio, la minore capacità del suolo di assorbire l’acqua può favorire alluvioni lampo, erosione e frane.
Per questo è fondamentale leggere insieme i due fenomeni: siccità e alluvioni non sono eventi opposti, ma spesso due facce della stessa vulnerabilità territoriale.
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