Perdita di massa dei ghiacciai valdostani e alpini nel 2024-2025: un segnale preoccupante

La stagione 2024-2025 conferma la tendenza negativa nella massa dei ghiacciai valdostani, malgrado un innevamento invernale superiore alla media delle ultime due decadi.

Secondo il monitoraggio di ARPA Valle d’Aosta, sono state osservate perdite di massa anche nei ghiacciai Timorion, Rutor e Petit Grapillon, a testimonianza di una continua riduzione del volume di ghiaccio nelle Alpi valdostane. Sebbene le nevicate abbiano mitigato temporaneamente la fusione, la stagione di fusione estiva e le temperature tipiche della primavera e dell’estate hanno determinato un bilancio complessivo negativo.​

Questa situazione si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge l’intero arco alpino, dove i ghiacciai continuano a subire una perdita di massa significativa nel 2024. Legambiente segnala che il ghiacciaio dell’Adamello, il più grande delle Alpi italiane, ha perso fino a 3 metri di spessore nel settore frontale nel corso dell’anno, con effetti della fusione che si sono spinti fino a 3100 metri di quota. Nonostante le nevicate tardive primaverili, la tendenza è stata al netto arretramento dei ghiacciai su tutto l’arco alpino, con impatti rilevanti per gli ecosistemi e la biodiversità alpina.​

Il Comitato Glaciologico Italiano, attraverso la campagna glaciologica 2024, ha monitorato circa 183 ghiacciai italiani e conferma che, nonostante condizioni d’accumulo di neve spesso abbondanti, le alte temperature estive hanno determinato un’ulteriore perdita di massa per la maggior parte dei ghiacciai. Il caldo estivo, infatti, è risultato un fattore critico per la fusione dei ghiacci, invertendo parzialmente gli effetti positivi delle nevicate.​

I dati dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale indicano che il 2024 è stato il terzo anno consecutivo di perdita netta di massa ghiacciata a livello globale, con oltre 450 miliardi di tonnellate di ghiaccio perso solo nella regione alpina e circostante. Questo fenomeno non riguarda solo le Alpi, ma tutte le regioni glaciali mondiali stanno subendo riduzioni senza precedenti, confermando la crisi climatica in atto.​

Impatti e prospettive

La continua perdita di massa dei ghiacciai alpini ha conseguenze ambientali ed ecologiche rilevanti. Oltre a modificare i paesaggi montani, queste dinamiche possono compromettere la disponibilità idrica estiva e la stabilità degli ecosistemi alpini, a rischio per la biodiversità locale. La situazione valdostana rappresenta uno specchio delle criticità che stanno interessando il patrimonio glaciale alpino e la sua capacità di fornire risorse naturali fondamentali.

La sfida per il futuro riguarda infatti sia il contenimento delle emissioni di gas serra per rallentare il riscaldamento globale, sia l’adattamento delle politiche ambientali alle nuove condizioni climatiche, con monitoraggi sempre più accurati e interventi mirati per la conservazione di questi “giganti bianchi”.

Fonti:

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