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Il 2026 si apre con un piano nazionale di controlli di prevenzione incendi più strutturato e con obiettivi quantitativi definiti dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che ha fissato un target minimo di 9.000 verifiche complessive sul territorio.
Le indicazioni operative, contenute nella Circolare del Ministero dell’Interno n. 0010910 del 4 giugno 2026, stabiliscono priorità, aree di intervento e criteri di programmazione per le Direzioni e i Comandi.
La circolare operativa definisce un piano dei controlli antincendio caratterizzato da:
un numero minimo nazionale di ispezioni da svolgere nel corso dell’anno (9.000 verifiche);
una distribuzione delle attività ispettive tra regioni e settori sulla base di criteri di rischio e rilevanza territoriale;
la possibilità per le Direzioni regionali di integrare il target con controlli aggiuntivi in funzione delle esigenze locali e delle risorse disponibili.
Gli obiettivi sono orientati a rafforzare la vigilanza ispettiva su attività con alta affluenza di persone e con maggiore complessità delle misure di sicurezza antincendio.
Le ispezioni 2026 sono previste con particolare concentrazione su:
pubblici esercizi (bar, ristoranti, mense, locali notturni);
locali di intrattenimento e strutture per spettacolo dal vivo;
contesti in cui l’afflusso di persone, la tipologia di attività e la complessità degli impianti rendono cruciali le misure di prevenzione e protezione.
Accanto a queste, le Direzioni territoriali potranno programmare verifiche su:
attività industriali e artigianali;
attività commerciali e civili con criticità di rischio o rilevanza locale.
Questa articolazione permette di coniungere priorità nazionali con esigenze specifiche dei territori.
Le istruzioni operative rivolte alle Direzioni e ai Comandi riguardano:
la programmazione delle ispezioni, con criteri di priorità per attività e aree;
le modalità di esecuzione delle verifiche, in coerenza con la normativa vigente e con le procedure del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
la documentazione da acquisire durante le ispezioni (documenti antincendio, verbali di manutenzione, piani di emergenza);
la gestione delle segnalazioni e le modalità di comunicazione degli esiti alle autorità competenti.
La circolare fornisce anche criteri per la prioritizzazione degli interventi e per la gestione delle situazioni di non conformità, in linea con le procedure interne del Corpo.
Le indicazioni operative del 2026 si inseriscono nel quadro normativo:
introdotto dal D.Lgs. n. 139/2006 (attuativo in materia di prevenzione incendi e vigilanza);
aggiornato dai provvedimenti attuativi noti come decreto “Controlli”;
coordinato con le competenze del Ministero dell’Interno e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Documenti tecnici e linee guida pubblicati dal Corpo e da enti di settore forniscono supporto applicativo aggiuntivo per le ispezioni programmate.
Per i titolari di attività soggette ai controlli, il 2026 comporta:
un incremento dell’attività ispettiva, soprattutto se operano nei settori di pubblici esercizi e spettacoli dal vivo;
l’opportunità di verificare la conformità della documentazione antincendio, delle manutenzioni e delle misure organizzative previste;
la necessità di aggiornarsi sulle circolari ufficiali pubblicate dal Ministero dell’Interno e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
È consigliabile:
controllare che la documentazione antincendio sia completa e aggiornata (progetto, verbali, certificazioni);
verificare che le manutenzioni di impianti e sistemi di sicurezza siano regolari e documentate;
assicurare che il piano di emergenza sia aggiornato e che le procedure di evacuazione siano conosciute dai responsabili e dal personale.
Progettisti, responsabili tecnici e manutentori antincendio devono:
seguire le indicazioni operative contenute nella circolare 2026;
monitorare gli aggiornamenti normativi e le circolari ministeriali relative alla prevenzione incendi;
considerare le prassi operative e i documenti tecnici di supporto pubblicati dal Corpo e da enti di settore.
Il rispetto di queste linee guida contribuisce a garantire la conformità delle attività e a ridurre il rischio di sanzioni o prescrizioni in sede ispettiva.
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