Clima in Italia 2025: il report SNPA tra caldo record, siccità ed eventi estremi

Clima in Italia 2025: il report SNPA tra caldo record, siccità ed eventi estremi

Il Rapporto SNPA “Il clima in Italia nel 2025” presenta un quadro aggiornato e dettagliato delle condizioni climatiche verificatesi nel 2025 e delle tendenze climatiche recenti in Italia, con analisi nazionali, regionali e numerosi casi studio su eventi estremi come alluvioni, ondate di calore e siccità.

Punto chiave: temperature e trend

Il 2025 è risultato il quarto anno più caldo in Italia dal 1961, con un’anomalia media annuale di +1.03 °C rispetto al riferimento 1991–2020; le anomalie più marcate sono state osservate a giugno (+3.23 °C) e a dicembre (+1.79 °C). Le stime sui trend indicano un riscaldamento medio di circa +0.43 °C ogni 10 anni (1981–2025), con trend più accentuato in estate (+0.63 °C/10 anni), confermando un riscaldamento continuo e statisticamente significativo.

Precipitazioni, siccità e impatti idrici

A livello nazionale le precipitazioni annue sono risultate complessivamente prossime alla media (+1%), ma con distribuzione geografica disomogenea: +7% al Nord, vicino alla media al Centro e -5% al Sud e nelle isole; la Sicilia ha mostrato condizioni di severità idrica alta per tutto l’anno. Il Rapporto documenta episodi pluviometrici estremi, in particolare l’evento del 15–17 aprile con cumuli locali fino a 600 mm e tempi di ritorno stimati fino a 1000 anni in alcune stazioni, che hanno causato frane, allagamenti e vittime.

Eventi estremi e rischi

Il 2025 ha visto numerosi eventi idro-meteo-climatici intensi: frane e alluvioni in Piemonte e Valle d’Aosta, l’esondazione del torrente Judrio in Friuli Venezia Giulia (16–17 novembre) con gravi danni e vittime, e numerosi incendi estivi (612 incendi boschivi rilevati, superficie bruciata 84.348 ha, circa +50% rispetto alla media 2003–2025). Le temperature marine italiane hanno segnato la seconda anomalia più alta dal 1982 (+1.18 °C), contribuendo a fenomeni marini e a condizioni favorevoli agli incendi.

Metodo e qualità dei dati

L’analisi si basa su SCIA (Sistema nazionale per l’elaborazione e diffusione di dati climatici) e su prodotti di rianalisi internazionali (ERA5, C3S), oltre a contributi delle ARPA regionali; indicatori e trend sono calcolati con metodi statistici consolidati e procedure di omogeneizzazione delle serie storiche. Il Rapporto specifica che diverse metodologie di selezione e interpolazione possono spiegare differenze con le mappe regionali.

Fonte:

- Rapporto SNPA, “Il clima in Italia nel 2025”, Report ambientali SNPA n. 48/2026

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