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Il Venezuela è stato colpito da una forte sequenza sismica con due scosse ravvicinate di magnitudo 7.2 e 7.5, che hanno provocato crolli, feriti e un numero di vittime in rapido aumento. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha proclamato lo stato di emergenza, mentre le autorità hanno avviato i soccorsi e le verifiche sugli edifici danneggiati.
Le prime informazioni hanno descritto una situazione grave soprattutto nelle aree del nord del Paese e nella capitale Caracas, dove si sono registrati danni a edifici, interruzioni di servizi essenziali e persone costrette a lasciare le abitazioni per paura di nuove scosse.
Secondo le ricostruzioni disponibili, la prima scossa è avvenuta nell’area di San Felipe, nello stato di Yaracuy, seguita circa 40 secondi dopo da un secondo sisma più forte, localizzato nei pressi di Yumare. Le rilevazioni dell’USGS e dell’INGV indicano magnitudo molto elevate e una profondità ridotta, fattori che possono amplificare i danni in superficie.terremoti.
Le autorità hanno segnalato oltre 20 repliche nelle ore successive, un dettaglio che ha aumentato la preoccupazione della popolazione e complicato le operazioni di soccorso. In questi casi, la sequenza delle scosse secondarie può ostacolare l’ingresso dei vigili del fuoco e delle squadre di emergenza negli edifici lesionati.
Il punto più delicato riguarda il bilancio delle vittime, che è cambiato nel corso delle ore. Alcune prime agenzie parlavano di almeno 32 morti e oltre 700 feriti, mentre aggiornamenti successivi hanno riportato cifre molto più alte, fino a diverse centinaia di vittime accertate (589 morti e oltre 4mila feriti).
Per correttezza giornalistica, è opportuno indicare che si tratta di un dato provvisorio e in evoluzione, perché nei disastri sismici il conteggio finale arriva spesso solo dopo giorni di ricerche sotto le macerie e dopo la verifica delle liste ospedaliere.
Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza e ordinato la sospensione delle attività scolastiche per i giorni successivi, oltre a misure straordinarie per sanità, trasporti e protezione civile. Sono stati inoltre segnalati interventi sulle forniture di gas e acqua nelle zone colpite, con disagi anche per l’elettricità in alcune aree.
Anche l’isolamento di alcuni scali e l’interruzione temporanea delle operazioni aeroportuali hanno mostrato la gravità dell’impatto infrastrutturale. L’obiettivo immediato delle autorità è stato quello di evitare ulteriori rischi e facilitare l’arrivo dei soccorsi.
Il terremoto ha attivato una risposta internazionale rapida, con offerte di sostegno da parte di diversi Paesi della regione e con contatti diplomatici anche da parte dell’Italia. Il Ministero degli Esteri italiano ha fatto sapere di essere in contatto con l’ambasciata a Caracas per verificare la situazione dei connazionali presenti nel Paese.
Le prime comunicazioni ufficiali hanno indicato che non risultavano vittime italiane, pur in presenza di abitazioni danneggiate o distrutte di alcuni connazionali. Questo elemento è importante per distinguere tra informazione confermata e mera ipotesi, soprattutto nelle prime ore successive a una catastrofe.
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